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Nella storia delle costruzioni navali Viareggio,
fin dalla metà dell'Ottocento, ha avuto una
importanza notevole. Dapprima queste erano in legno
per la ricchezza di alberi di lungo fusto diffusi
alle spalle della costa tirrenica bassa e sabbiosa:
ciò è dimostrato da uno studio
particolareggiato di V. Fiore secondo il quale,
all'epoca della vela intorno al 1925, Viareggio
vantava una flotta velica più consistente di
quella della stessa Genova. La coincidenza del
passaggio dal legno al ferro e dalla vela alla
macchina alternativa propose tale escalation
decretando allo stesso tempo l'avvento di un
artigianato altamente specializzato.
Questo fu il primo grande impatto imposto
dall'evoluzione tecnica. Le maestranze viareggine
stupirono anche in seguito allorchè la
classe armatoriale pretese un prodotto di
particolare levatura: iniziò in quegli anni,
intorno al 1950, una lotta per l'accaparramento
delle commesse più sofisticate con risposte
precise alle richieste più varie.
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A stretto contatto con i cantieri più
importanti come S.E.C., Benetti, Codecasa,
Picchiotti lavoravano, dando tutta la loro
collaborazione, officine specializzate impegnate
nella soluzione di tutti i problemi marginali che
una costruzione navale reclama.
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Attualmente escono dai cantieri viareggini gli
yachts più avveniristici costruiti nel resto
del pianeta. Alcuni nomi serviranno ad illustrare
meglio questa affermazione: NABILA degli anni
ottanta per l'uomo d'affari saudita Adnan Kasshoggi
disegnato dall'australiano Jon Bannemberg, REVERIE
della fine anni novanta per il re del merluzzo
norvegese Inge Rokke dovuto alla mano e
all'inventiva del designer Stefano Natucci.
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Questo per citare gli esempi di maggior
consistenza. Ma prima, durante e dopo queste
costruzioni ve ne sono state altre di misure
inferiori per lunghezza e larghezza ma sempre di
consistenza tecnica d'avanguardia. Enumerarle tutte
sarebbe un lavoro troppo lungo.
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Non solo questo i costruttori viareggini sono
stati in grado di realizzare: le barche cosidette
"da lavoro" come pescherecci d'altura, G.P.L., navi
fattoria, cisterne, bacini galleggianti, navi
passeggeri, ecc... fanno parte della normale gamma
produttiva viareggina.
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Dal legno all'acciaio, dalla vela alla macchina
alternativa il cammino è stato lungo, irto
di difficoltà ma, sopratutto colmo di
soddisfazioni: non è un luogo comune
affermare che Viareggio ha fornito un notevole
contributo di uomini dalle innumerevoli
capacità e dalle più ampie
disponibilità per una grande
affermazione.
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Lo sviluppo della cantieristica ha nomi che oggi
rappresentano un biglietto da visita di tutto
rispetto: i Benetti, i Codecasa, i Picchiotti, i
Celli, ecc..., hanno gettato le basi su cui
è stato edificato il rapporto uomo-mare
avendo come filo conduttore il più grande
rispetto per l'elemento acqua.
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